Quando il personaggio prende il controllo

Quando scrivo, a un certo punto, succede qualcosa ed è come se non scrivessi più io.

Le dita sono ancora le mie, la tastiera è la stessa, la stanza non è cambiata. Ma qualcosa scivola, e il personaggio prende possesso della scena. Prima delle dita. Poi delle idee.

Non decido più le parole, arrivano. Non scelgo la scena, la ricevo. Sono seduto lì ma non sono più al comando, sono qualcosa di più simile a un medium che a un autore.

Ho provato a descriverlo a chi non scrive e ho smesso di provarci. È qualcosa di simile a una trance. Uno stato in cui il personaggio sa già dove sta andando e io sto soltanto dietro, a trascrivere.

La cosa che mi ha sorpreso di più, la prima volta che è successo davvero, è che la storia che usciva era migliore di quella che avevo pianificato. Più vera, più necessaria. Il personaggio sapeva qualcosa che io non sapevo ancora.

Adesso quando entra in quel modo lo sento prima nelle dita. Un formicolio, quasi un avvertimento. Il personaggio sta arrivando, sta prendendo possesso. E io sorrido, e lo lascio fare.